ANELITO ANESTESIA

Son giorni, giorni, giorni, che mi premuro d’ascoltare ininterrottamente i brani di Birdy. Ovunque. Per le vie, in automobile, in bagno, in soggiorno, sottoscala, al parco comunale, nei parcheggi e nelle zone di sosta in cui mi fermo. Rammento di quando al terzo liceo l’ascoltai per la prima volta, e fu esattamente ciò di cuiContinuaContinua a leggere “ANELITO ANESTESIA”

RUSCELLO SU GONDOLA

DI MORBIDEZZA CEREBRALE E ALTRI INCANTESIMI Adesso, il sole tramonta intorno alle sedici e trenta. Non attende più, all’infinito, la giunzione sostitutiva promossa dalla luna. Le cede il posto rapidamente. Mi fermo a bordo di una panca, sosto per qualche minuto. Le nuvole si rischiarano e i colori s’adombrano, ed è una bella parentesi antiteticaContinuaContinua a leggere “RUSCELLO SU GONDOLA”

D’AMORE CHE NON PARLA D’AMORE

ISTITUZIONE DI UN BLUES DA NUDITA’ La camera è una planimetria a suoni cavi, dolci. Indosso un gambaletto buono, indumenti caldi, aderenti. Seggo a lato del divano, cingo fra le dita il gambo di un calice. Il giradischi favorisce Seven, a seguire Hard to Let Go, dei Men I Trust. I Hope to Be Around,ContinuaContinua a leggere “D’AMORE CHE NON PARLA D’AMORE”

DIALETTICA DI UNA RIPRESA DESTRUTTURALIZZATA

DI PADRI E FIGLI, DI CONIUGI NON CONGIUNTI – UNA FINESTRA DI DIALOGO OPERALIZZATO FRA TERAPEUTA-PAZIENTE “Torna qui, torna.” Mi muovo sul divanetto, il suo colore è di un beige e lo spettro a palette cromatica trasmuta in altri milionesimi di tonalità a tinta variegata. “Educati. Leggi. E’ scienza. Non avere paura.”, la sua voceContinuaContinua a leggere “DIALETTICA DI UNA RIPRESA DESTRUTTURALIZZATA”

CILIEGE GIALLE E ROSSE

L’ARTICOLAZIONE TRANSPLANARE DI UN AFFETTO CONDIVISO Io e te eravam bambini, ci separano tre anni di differenza. Un nulla, e un gran divario sub-temporale che ci rammentava l’uno all’altro quanto potevam divergere, in qualità di contestualismo e culturalismo fraudolento ambientale. Eravamo io e te, che ogni estate ci ritrovavamo all’ombra di un albero piantato daContinuaContinua a leggere “CILIEGE GIALLE E ROSSE”

STEREOSCOPIA D’UNO SPAZIO

ANEDDOTI ALL’OMBRA DI UN GIRADISCHI Ritorno, poiché s’incomincia da un espatrio d’accoglienza. Il mio è quando le mie gambe varcano soglia, lasciano abbracciar la porta alla parete portante e la fame per principio s’insinua nelle viscere come un mendicante senza riposo. Allora, assecondo. M’bbàndono, riponendo la borsa trafelata di voci risolute all’angolo sporgente della scarpiera,ContinuaContinua a leggere “STEREOSCOPIA D’UNO SPAZIO”

LA SINGOLARITA’ RIPETITIVO-DUALISTICA

SINTOMATOLOGIA DEL CAFFE’ Ticchettìo. Ticchettìo si dice? Ticchettìo di pioggia. Come un ladro disarmato, mi sveglio lentamente, mi sviscero dalle coperte, mi dirigo verso l’erogatore di caffè. Accompagno le gocce d’acqua che scendono al suolo con i passi, vado a ritmo. La macchinetta brontola. Ed eccoli soggiungere, arrivano. I fuggiaschi, le parole camuffate da pensiero.ContinuaContinua a leggere “LA SINGOLARITA’ RIPETITIVO-DUALISTICA”

L’ETICA DELL’AUTENTICITA’

CONCEDERSI ALLA DISTANZA PER POTERSI REINVENTARE SUL PALCO DELLA META-FAMILIARITÀ BREVE TRATTATO SUL MALINCONICO OGGETTUALE Partire, rivolgersi, alimentarsi e tornare, voltarsi: è il ciclo indissolubile del viaggio all’interno del quale la meta non assume più la rilevanza prediletta dalla regola. Quando si nasce, si è soggetti biochimicamente blaterando ad alterazioni secretivo-ormonali materne del sistema dopaminergicoContinuaContinua a leggere “L’ETICA DELL’AUTENTICITA’”

LA GENITORIALITA’ DEL FIGLIO

SE RESTO APPRESSO, MI LASCI ANDARE? BREVE TRATTATO SUL GENITORE POTENZIALE Uno dei ricordi a me cari per eccellenza – un tassello di mosaico che ospito ad oggi con la premura di una carezza sospesa e detersa nell’atmosfera – è quello di mia madre che spesso e volentieri, a guidare in macchina al rientro daContinuaContinua a leggere “LA GENITORIALITA’ DEL FIGLIO”