INNAMORAR-MI ESISTO Venerdì pomeriggio, il navigatore sceglie di farmi fare un tragitto insolito, che ricopre ben due ore e cinquantasette del tempo da sottrarre, o aggiungere, alla vita medio-bassa. É un viaggio di andata, quello che m’attende a ripercorrer folate di ventre a cassa toracica prestante, che somiglia all’itinere in ritorno, il nostalgico caposaldo dellaContinuaContinua a leggere “OL-TRE VÉDUTA”
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ANELITO ANESTESIA
Son giorni, giorni, giorni, che mi premuro d’ascoltare ininterrottamente i brani di Birdy. Ovunque. Per le vie, in automobile, in bagno, in soggiorno, sottoscala, al parco comunale, nei parcheggi e nelle zone di sosta in cui mi fermo. Rammento di quando al terzo liceo l’ascoltai per la prima volta, e fu esattamente ciò di cuiContinuaContinua a leggere “ANELITO ANESTESIA”
RUSCELLO SU GONDOLA
DI MORBIDEZZA CEREBRALE E ALTRI INCANTESIMI Adesso, il sole tramonta intorno alle sedici e trenta. Non attende più, all’infinito, la giunzione sostitutiva promossa dalla luna. Le cede il posto rapidamente. Mi fermo a bordo di una panca, sosto per qualche minuto. Le nuvole si rischiarano e i colori s’adombrano, ed è una bella parentesi antiteticaContinuaContinua a leggere “RUSCELLO SU GONDOLA”
DIALETTICA DI UNA RIPRESA DESTRUTTURALIZZATA
DI PADRI E FIGLI, DI CONIUGI NON CONGIUNTI – UNA FINESTRA DI DIALOGO OPERALIZZATO FRA TERAPEUTA-PAZIENTE “Torna qui, torna.” Mi muovo sul divanetto, il suo colore è di un beige e lo spettro a palette cromatica trasmuta in altri milionesimi di tonalità a tinta variegata. “Educati. Leggi. E’ scienza. Non avere paura.”, la sua voceContinuaContinua a leggere “DIALETTICA DI UNA RIPRESA DESTRUTTURALIZZATA”
SCOMPOSIZIONI DA INTORTO
UN’ELEGIA ALL’INCONTRO Quando spengo l’automobile, inarco sul freno a mano con propulsa decisione e inserisco la prima marcia. Non sono in ritardo, ma rischio di sentirmi, anche oggi, in ritardo. Risulto sempre, reiteratamente, in ritardo. Sono dentro al ritardo nominativo temporale. Afferro lesta la giacca del completo e mi compiaccio dei nuvoloni che han vogliaContinuaContinua a leggere “SCOMPOSIZIONI DA INTORTO”
CILIEGE GIALLE E ROSSE
L’ARTICOLAZIONE TRANSPLANARE DI UN AFFETTO CONDIVISO Io e te eravam bambini, ci separano tre anni di differenza. Un nulla, e un gran divario sub-temporale che ci rammentava l’uno all’altro quanto potevam divergere, in qualità di contestualismo e culturalismo fraudolento ambientale. Eravamo io e te, che ogni estate ci ritrovavamo all’ombra di un albero piantato daContinuaContinua a leggere “CILIEGE GIALLE E ROSSE”
VARIABILI NEL MARGINE D’ERRORE
LA PROPEDEUTICITA’ DELL’EFFETTO FARFALLA IN UN SISTEMA DIS-FISICO Le vigne sono basse e il sole alto, spengo per qualche minuto il telefono cellulare. Non mi resta nulla, resto sospesa. La macchina è a ridosso di un piazzale di sosta incastonato fra la montagna e il ciglio di un burrone recintato. Esco dall’automobile, lascio la portellaContinuaContinua a leggere “VARIABILI NEL MARGINE D’ERRORE”
MAGGIO-SENTO
DI RICONOSCIMENTI ABBARBICATI E’ maggio, è maggio. Un’amica mi viene a trovare per farsi un aperitivo a casa. Mi cambio, finisco di tingere i colori, lavicchio le mani e gl’avambracci. La tempera mi finisce casualmente anche sulle gambe. E’ il mio giorno “libero”, ma a me non piace definirlo così. E’ il mio giorno-estéso. IlContinuaContinua a leggere “MAGGIO-SENTO”
ESTIRPAZIONE IDENTIFICO-EMOTIVA
DI NEGOZIAZIONI E CECITA’ DIS-LOCATE Leggo da qualche parte che gli acidi gastrointestinali sono in grado di sciogliere in relativo breve finestro di temporalità perfino una lama da barba, mi risuona un ventiequattro ore di digestione. Storco il naso, le narici si riposano e mi rigiro sul bracciolo del divano. Bevo dell’Allini bianco da mercato,ContinuaContinua a leggere “ESTIRPAZIONE IDENTIFICO-EMOTIVA”
STORIA D’UN PASSO DANZA
IDENTITA’ PAROSSISTICHE RIFORMULANTI: A QUANTO VIENE UNA TRACCIA DI COM-PASSIONE? Sul giradischi, un vinile che imperituro assopisce le mie scardinanti mentalizzazioni. Sono gli Smiths, e menomale ch’ebbi comperato il loro Hatful of Hollow dalla copertina blu cristallizzato, ai primi d’Università. Ero a casa con te, ormai anni fa, quando mi sovvenne l’idea. Svestita quasi, eraContinuaContinua a leggere “STORIA D’UN PASSO DANZA”
