Balliamo sfinite, ridiamo, e poi giungiamo a toccare corde destabilizzanti. Io ti chiedo di ascoltarmi, per la stima che ho nei riguardi dell’essere umano che sei: abbi cura di scegliere bene. Tu mi dici: tu hai scelto ogni cosa bene, anche nei momenti più infimi. Io non ne sono capace. Allora, mi accarezzi. Abbiamo iContinuaContinua a leggere “03 – salvavita”
Archivi dell'autore:M. A. STANISTEANU
02 – salvavita
Ci stringiamo intorno sul terrazzino. Quanto è soffice, tornare qui. Ogni fatica si azzera, e il corpo mi rema favorevole. Mimì, io t’amo. Mesi fa, G. mi ha chiesto perché t’amassi in questa maniera – gliel’ho definita dilaniante, interminata, circolare. Perchè mi scavi nell’intera storia, mi scavi dentro. E io ti scavo, fino in fondo.ContinuaContinua a leggere “02 – salvavita”
01 – salvavita
Baba mi guarda. Io, non gli ho mai raccontato le vicissitudini dello scorso, ho cercato aiuto altrove. Sarei scomparsa, dentro a una menzogna. Ho chiesto aiuto. Ho anche fatto sola. Baba mi guarda. Mi corre un brivido lungo l’intera spilla schienale, a pensare a cosa avrei potuto rischiare. L’infelicità, la guerra e il vuoto, laContinuaContinua a leggere “01 – salvavita”
18 maggio 2024
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AGNOSIA EMOTIVA. Si parla, e si scrive, per non scordare. Le azioni, di qualsiasi natura, si scelgono. I pensieri descrivono, e devolvono motore all’identità. Prima della fine di questo maggio…
OL-TRE VÉDUTA
INNAMORAR-MI ESISTO Venerdì pomeriggio, il navigatore sceglie di farmi fare un tragitto insolito, che ricopre ben due ore e cinquantasette del tempo da sottrarre, o aggiungere, alla vita medio-bassa. É un viaggio di andata, quello che m’attende a ripercorrer folate di ventre a cassa toracica prestante, che somiglia all’itinere in ritorno, il nostalgico caposaldo dellaContinuaContinua a leggere “OL-TRE VÉDUTA”
ANELITO ANESTESIA
Son giorni, giorni, giorni, che mi premuro d’ascoltare ininterrottamente i brani di Birdy. Ovunque. Per le vie, in automobile, in bagno, in soggiorno, sottoscala, al parco comunale, nei parcheggi e nelle zone di sosta in cui mi fermo. Rammento di quando al terzo liceo l’ascoltai per la prima volta, e fu esattamente ciò di cuiContinuaContinua a leggere “ANELITO ANESTESIA”
RUSCELLO SU GONDOLA
DI MORBIDEZZA CEREBRALE E ALTRI INCANTESIMI Adesso, il sole tramonta intorno alle sedici e trenta. Non attende più, all’infinito, la giunzione sostitutiva promossa dalla luna. Le cede il posto rapidamente. Mi fermo a bordo di una panca, sosto per qualche minuto. Le nuvole si rischiarano e i colori s’adombrano, ed è una bella parentesi antiteticaContinuaContinua a leggere “RUSCELLO SU GONDOLA”
D’AMORE CHE NON PARLA D’AMORE
ISTITUZIONE DI UN BLUES DA NUDITA’ La camera è una planimetria a suoni cavi, dolci. Indosso un gambaletto buono, indumenti caldi, aderenti. Seggo a lato del divano, cingo fra le dita il gambo di un calice. Il giradischi favorisce Seven, a seguire Hard to Let Go, dei Men I Trust. I Hope to Be Around,ContinuaContinua a leggere “D’AMORE CHE NON PARLA D’AMORE”
ZARIFA FLOREALE
DANZE DI UN EGITTO VICINO Ho nelle cuffie Reflections, dei The Neighbourhood. Il vento incomincia a sagomizzarsi sui miei abiti autunnali, allorchè Novembre mi sussurra d’esser pronto per tendermi la mano. Svolto sulla quarta, gli stivali a tacco medio tratteggiano sostantivi sull’asfalto della città. Il giaccone in denim scamosciato contrasta la desunta eleganza della parteContinuaContinua a leggere “ZARIFA FLOREALE”
DI COSTUMI E STRA-ORDINARIETA’
(ALLE VOLTE ESISTONO) Il computer è acceso, nella tab di navigazione rimangono aperte quattordici pagine: alcune su PubMed, altre da Scholar, altre provenienti dal New England Medical Journal e altre ancora dal The Mend Project. Le elucubrazioni vengono consigliate dal professionista con cui v’è consulto terapeutico. Tre volte alla settimana, mi alzo, mi vesto, miContinuaContinua a leggere “DI COSTUMI E STRA-ORDINARIETA’”
