NOSTRA GIACINTO ITALIANA

SCORRERE IN LUNGO RUSCELLO, LA RIVA Siamo in macchina, e io ti dico che mi sento stanca. Tu mi dici amore, tu hai diritto ad essere stanca. Io rispondo, sufletul meu1, safi2. Mi stringi la mano, gli anulari si sfiorano, il mio anello Aurora brilla del colore della terra mescolata, su cui ho il miracoloContinuaContinua a leggere “NOSTRA GIACINTO ITALIANA”

[CORSIVO. sui ciliegi, sorge l’alba.1] L’altro giorno passeggiavo per le strade appresso al torrente, era tarda notte. Passeggiavo con te. Non ci siamo tenuti stretti, o tenuti per mano per diverso tempo. Entrambi abbiamo il nostro passo. Si conversava di scelta. Ad un certo punto, mi sono fermata in mezzo al marciapiede, di sana pianta,ContinuaContinua a leggere “–”

SE MI E’ PER-MESSO

ABOUT THAT TIME I LEARNED HOW TO SCREAM IT AWAY Siamo in quattro in automobile, e io cerco di allisciare i presupposti. Quattro, individui. Quattro, raccolte. Quattro ragioni, quattro vissuti. Quattro rischi. Quattro. Quando accelero, e concedo a diffusore la musica, fra una cacofonia melodica e l’altra, sono consapevole di coltivare in petto un nuovoContinuaContinua a leggere “SE MI E’ PER-MESSO”

RIFLESSIONI DA RESTAURATORE

SALDATURA A STAGNO E ALTRI RIMEDI Ho le dita pregne di stagno, il saldatore sta sospeso sul supporto. Placche di fronte, micro-componenti. Quando ho incominciato a saldare, e costruire, ricostruire, restaurare, la co-edificazione di svariati parametri non rientrava nei piani. Come non rientrava nei piani, il fatto che dovessi igienizzare. Non solo gli oggetti conContinuaContinua a leggere “RIFLESSIONI DA RESTAURATORE”

امرأة يا رجل

D’IMMAGINI E RETICENZE ABBANDONATE Mi han chiamato – proferisco nome dell’agenzia – procedono la sfilata dal dodici al quindici. Ho detto che io lavoro come mi viene, e mi han lasciato carta bianca. I capelli me li conciano le truccatrici, eccetera. Lo dico con un filo di robustezza, tu te ne accorgi. Mi vieni moltoContinuaContinua a leggere “امرأة يا رجل”

IL DOMANI –

QUANTI IERI NECESSITO D’AT(TRA)-VERSARE? Tu sei uno di quartiere. E io, sono d’anima quartiere. Quando ci siamo incontrati, ero spaventato. Donna, identità, la mia. Ho pensato di non voler mai più, quello che è trascorso. Poi, si è incominciato piano. Gradualmente, a giorni alterni. Tu il tuo, io il mio, nostro incontro. Nostri, incontro. EroContinuaContinua a leggere “IL DOMANI –”

04 – salvavita

Sei diversa, sei la stessa, sei rimasta, e sei diversa. Diversa, come? Resisti, vivi. Non voglio che sembri scontato, tu sei piena. Rido. Piena di, impegni? Sorridi. Ciò che è accaduto. Hai fatto sempre ciò che è giusto. Anche quello. Ti ha permesso di andare. Piena strabordante di vita. E allora te lo proferisco eContinuaContinua a leggere “04 – salvavita”

03 – salvavita

Balliamo sfinite, ridiamo, e poi giungiamo a toccare corde destabilizzanti. Io ti chiedo di ascoltarmi, per la stima che ho nei riguardi dell’essere umano che sei: abbi cura di scegliere bene. Tu mi dici: tu hai scelto ogni cosa bene, anche nei momenti più infimi. Io non ne sono capace. Allora, mi accarezzi. Abbiamo iContinuaContinua a leggere “03 – salvavita”

02 – salvavita

Ci stringiamo intorno sul terrazzino. Quanto è soffice, tornare qui. Ogni fatica si azzera, e il corpo mi rema favorevole. Mimì, io t’amo. Mesi fa, G. mi ha chiesto perché t’amassi in questa maniera – gliel’ho definita dilaniante, interminata, circolare. Perchè mi scavi nell’intera storia, mi scavi dentro. E io ti scavo, fino in fondo.ContinuaContinua a leggere “02 – salvavita”