TEMPERA – OLIO – ACRILICO

2019 – 2023

M. A. STANISTEANU, 2022 ©

L’ambito pittorico e artigianale coincide con una zona contaminata da ideologie progettuali e narrativa sottile. Di seguito, alcune opere realizzate a tecnica mista e materia variegata.


untangling the strings, rebounding, shòwering it off. ri-éntro. 40×60. dalla raccolta “what I did 4 lò(left)ve – parafrasi d’uno scontorno”. 2023

ri-éntro – titolo alternativo: (Do)ccia – è una tela multistrato in cotone premium, misure 40×60. realizzata a tecnica mista, nasce come progetto visuo-grafico e rappresentativo di una narrazione di vissuto ostico da masticare. nella nudità, vi si scopra senza alcuna parentesi. l’onestà a volte si paga al prezzo di una graduale discomposizione di frammenti di identità. a scapito di una crepitante voragine disillusa, si decida di ri-èntrare nel sé.


non ho nùlla da richiedere,
parro témpo da frʼa-intendere, in[téndere] le mani
verso d’ore, verso trà’ne.
in un deserto gritèrino,
dove abitano i fiori,
tùlipani non li rendo, voglio vivàno
di fuori.

déserto tulipano, 100×40, 2023


non védi,
quante volte son sd(t)-raiato all’abbarbichìo soleggiato,
ho s(fior)ato un uomo che,
ho sfi(ora)to più di un uomo in un abbaglʼio,
ginestro contràppasso
sulle dùne glabre costruendo questa zattera di spighe,
tu [non védi],
le liàne che mi piovono dal cielo sono sempre rinascenti, amòre.

liàne poli-esteri, 70×30, 2023

ho rʼàc—colto molti fiùmi,
abbia’i piedi per dilùvi,
ho mangiato le mi’erbacce
per poi scòrgerne i divari.
vari, per’durati cerebrali
dal déserto tulipano, alla testaccia
mi son cresciuti tùlipani.

sècrezioni tulipano, 50×70, 2023

ho lasciato i tacchi appesi a un segnaletto di ferro a fondo via,
poi ho corso via per poter-mi nascére abiti sinc’eri.

любовь с первого взглядаamòre a prima s-vista, 10×15, 2023

piànta sacromujer abajo. 50×70, 2023 (non terminato)

do(r)m’arsi,
30×40, 2023

cae’su identity-filiation: l’affinità del verbo disfor.
tavola in compensato, 90×60, 2023

[mi] esco da me, assie’me a me, ed é come fiòrire dalla terra / una pòrta compare.
c(i)élato,
100×70, 2023

la “nùbe” è una sperimentale multi-strato cocleo-vasale.
La vista offuscata e la perdita d’equilibrio sono la rivalsa tangibile della visione.
60×80, 2023

gò nagut. gold’en interferences è un inno tribale all’identità frammentata, alla diplopia cerebrale nucleica, all’offuscamento di una lacuna. una dònna-uomo che siede, vèdendo viste. su tela cotone premium 50×70, 2023



o-il islànd,
70×100, 2023

ca’dere, ca’dare, estradare.
70×100, 2022

splintéred half – terra bruciata.
su cotone pregiato 150×100, 2022

2021, senza scarpe / Il vaso di Pandor(e)a, 50×70

2021, City Out-break,
su legno levigato – 21×15

càmpi di battaglia. 30×40, 2022


[riptìde],
70×100, 2022

Fòr(eig)n land[er], 2022

vèr-tìcal, vèr’ti a te. 21×33, 2021

ré-flected in projectiòns: quando le còlpe diventano sùrrogati e l’emòzione diviene prétesto, cosa se ne si fa, di tutto questo?,
acrilico su tavola a legno grezzo,
70×100, 2022

lés dimensions. out-of-temporalità trascesa,
2021

un-tàmed,
50×60, 2022

il grémbo di Circe,
cartone telato, 30×30, 2021

the trù of the peasants,
cartone telato, 30×40, 2021

Dis-genesì è una storia che nasce dalla fame. È una fame accalappiata, ma incerta. Torrida, ma fertile. È una tela che racconta di pensieri che a rincorrersi ingurgitano polvere in amnesia, paralisi che diventa gambe. Dis-genesì è l’antitesi dell’atto generatore che continua a rimanere negli svincoli del sì trasceso.
2021, Dis-genesì 30×60

Osta-colante è una tela 30×40 che racconta di detersione e controversia, di metamorfosi, di raziocinio inesistente. Osta-colante è quando qualcosa collide e al contempo si attraversa.
2020, Osta-colante 30×40

Ricer-ch’è è una tela 30×40 che ambisce a sussurrare come senza l’altro l’identità individuale farebbe sosta molto lunga, interminabile, presso le acque della vacuità. Ricer-ch’è è un eco, un affanno, un’insaziabile brama di riporre in alcune repliche derivate un motivo essenziale.
2020, Ricer-ch’è 30×40

Casc(o)a-Te ad’agio è una tela 50×60 che racconta di atti leggeri, sconclusionati, opinabili, indifferenti all’agio del mondo. Casc(o)a-Te ad’agio è quando si solleva le braccia e ci si lascia scottare lievi al sole, per rammentare avidamente il culto della parola nel pensiero obliterato.
2021, Casc(o)a-Te ad’agio, 50×60

2021, Speculi x 0I 30×30

Speculo I – ciò che resta del manifesto”, 30×30
dettaglio – “Casa – ciò ch’é l’tutto contenitore“, 30×30

Jokudo’s fable: boscagli, bàga’gli.
cartone telato – 15×10 2019